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SANTA GRECA NELLA LETTERATURA DEVOZIONALE,
NELLA STAMPA E NELL'ARTE SACRA
Sono stati scritti tanti opuscoli su Santa Greca, tra cui uno di autore ignoto, tra le cui prime due paginette
vi è una breve biografia della Santa: nata a Decimo, vissuta con “bonus custuminis”, martirizzata “in tempus de su
Imperadori Dioclezianu con la trafittura de “sa conca cun tres obilus” e poi con il taglio della testa
“afilu de ispada”, sepolta e venerata in Decimo. Invece nelle altre due paginette si indica il modo di fare la Novena.
Il libro la “Storia della chiesa di Santa Greca” (1876) dello Spano è ricco di notizie.
Da esso hanno attinto tutti coloro che hanno scritto su Santa Greca, sul suo culto nei secoli, sulla chiesa a Lei
dedicata in Decimo.
Nel corso degli anni stati scritti numerosi libri su Santa Greca, la chiesa omonima, ecc.
Un altro scrittore (Raimondo Maxia, che fu parroco di Decimo dal 1922 al 1940) riguardo la piccola chiesa sotterranea
che è sotto il coro del Santuario dice:
“Questa capelletta si dice erroneamente la prigione di Santa Greca, lavorata con volta solida poggiante sopra una
piccola cornice e due grandi massi che vi esistevano al posto dell'altare danno l'idea di chiesetta e non di prigione.
Questi massi furono poi sostituiti nel 1912 dall'attuale altarino”.
Il Maxia ricorda che il Calvario eretto nella piazza davanti alla chiesa di Santa Greca fu distrutto nel 1912 per
farne uno nuovo, ma con la guerra 1914-1918 il progetto fu dimenticato.
Nel 1918 il Commissario Castiglia fece trasportare la colonna sormontata da un capitello antico corinzio, di marmo
bianco, nel nuovo cimitero, ove fu collocata al centro.
Circa la diffusione del culto di Santa Greca in Sardegna il Maxia indica l'erezione di chiesette dedicate alla Santa in
Aidomaggiore, Villaurbana, Tratalias e Domus de Maria e l'acquisto di statue di Santa Greca per le chiese di Pula, Teulada,
Santadi, Narcao, Gonnesa, Pirri, Lanusei e per le tre chiese di Cagliari di San Giorgio, San Mauro e Sant'Avendrace.
Vi sono nell'opuscolo del Maxia interessanti descrizioni di feste memorabili in onore di Santa Greca.
Interessanti articoli sono stati pubblicati, in tempi recenti, in giornali e periodici sardi. Santa Greca ha ispirato
anche pittori e scultori, anche se alcune di queste non sono giunte fino a noi.
Una di queste opere raffigura Santa Greca così: viso ovale, capelli piuttosto corti, tre chiodi conficatti in
testa, vesti di tipo romano drappeggiate intorno alla persona con grazia e sobria armonia, cintura che stringe alla vita,
stola annodata sulla spalla destra e la palma del martirio nella destra.
I caratteri di questa immagine li troviamo in una delle statue decimesi della Santa, pur con qualche variante.
Al tempo dello Spano v'era una statua di Santa Greca, scolpita non molto prima, che aveva nella mano destra una palma
d'argento. La palma, finita la festa, veniva tolta e custodita in luogo sicuro.
In un'altra raffigurazione Santa Greca ha i capelli alquanto lunghi, che le scendono anche ai lati del viso, nelle
feste viene vestita con una veste ricchissima e ornata con monili e catenine preziose.
Nella mano sinistra ha il Vangelo, nella destra la palma del martirio. Anche questa figura-tipo ha avuto i suoi esemplari
in statue e in immaginette stampate.
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