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STORIA DELLA LAPIDE
RECANTE L'EPIGRAFE DELLA B. M. GRECA
Nel secolo XVI, al tempo dell'Arcivescovo A. Parragues (1558-1573) l'antica chiesetta, dedicata in Decimo a
Santa Greca, era “pressoché rasa al suolo”. Si pensò di riedificarla e nel rimuovere le macerie fu trovata
la lapide di cui stiamo parlando. Si volle provvisoriamente collocarla in una cappella vicina.
Press'a poco quando ormai era stata eretta la nuova piccola chiesa di Santa Greca, fu ordinato che la lapide
fosse riportata in tale chiesa dove era stata originariamente.
Nel periodo che seguì, il loculo con le ossa dell B.M. Greca e la lapide stessa vennero in qualche modo occultate,
forse per evitare profanazioni durante eventuali scorrerie e devastazioni di pirati e di maomettani, finché nel 1614
furono fatti scavi per ritrovare le reliquie della Santa, che si diceva essere seppellita nella chiesa a Lei dedicata
e in cui si venerava da antico tempo.
Il loculo entro cui giacevano le ossa della B.M. Greca e la lapide con l'iscrizione furono ritrovati.
Come annota lo Spano si può ancor oggi constatare che la lapide è lunga cm.77, larga 53, spessa 7 e il loculo è
lungo metri 1,77, largo 0,60 e profondo 0,50.
Delle reliquie della B.M. Greca poco più della metà furono consegnate all'Arcivescovo da destinarsi
a uno dei loculi del costruendo Santuario dei Martiri e l'altra metà circa furono racchiuse in un solido sarcofago
di pietra, internato a sua volta con una nuova lapide (ove era stata ritrascritta l'epigrafe dell B.M. Greca,
aggiungendovi un'alfa e un'omega) nell'altare maggiore della chiesa parrocchiale.
La lapide originale dal 1614 ad oggi è rimasta là, nella chiesa di Santa Greca, nel “suo” posto, nel loculo cioè
scavato nella pietra, ove furono trovate le ossa della B.M. Greca, e sul quale fu edificato un altare
(Cappella di sinistra - vicina al pulpito).
Giovanni Spano nel suo cit. Opuscolo su Santa Greca (a pag.12) ha lasciato scritto: “L'iscrizione e la pietra
ha (sic) tutti i caratteri d'autenticità per tenerla )sic) come un lavoro del IV o V secolo dell'era volgare,
e come un'iscrizione cristiana”.
Secondo lo Spano, nel loculo saranno stati pure collocati insieme al sacro corpo gli strumenti del martirio,
ma quelli che fecero l'invenzione non erano così previdenti e scrupolosi di raccogliere ogni benché minimo segno
che sarebbe servito per prova del martirio, invece ora supplisce la tradizione.
L'importanza dell'iscrizione della B.M. Greca è tale per Agostino Amore (Bibliotheca Sanctorum - vol.VII -
1963 - voce GRECA) da fargli scrivere che “molto probabilmente il nome e il culto di Greca dipendono da un'iscrizione
del secolo IV o V, alla quale accennano documenti del secolo XVI, ma che fu riscoperta all'inizio del secolo XVII”.
Naturalmente non c'è niente di certo.
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