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La Chiesa di Santa Greca


E' legittima la domanda: quando fu edificata la prima chiesetta in onore di Santa Greca? Non lo sappiamo. E' stato scritto che sul luogo della tomba fu edificata, forse in epoca costantiniana, un “Cella Memoriae”; ma non esiste alcun documento che confermi questa ipotesi.

Sicuramente nel sec. XIV al convento delle Monache, al quale abbiamo accennato, era annessa una chiesetta o cappella dedicata alla Santa.

E' altrettanto sicuro che il convento sia stato anteriore ai documenti trovati di quel sec.

XIV. Infatti su un sarcofago greco-bizantino del sec. IX proveniente da Decimo si leggono queste parole: ”Ricordati, Signore, della tua serva Greca, Monaca - Amen!”.

Mons. Parragues, Arcivescovo di Cagliari, nella relazione di una sua visita a Decimo, siamo nel sec. XVI, dice di aver trovato la chiesetta di Decimo, “pressochè rasa al suolo” e di aver dato ordine per la sua ricostruzione.

Abbiamo un'altra testimonianza della esistenza della chiesa di S.Greca nel 1500 tratta dai Cartulari di una raccolta privata, oggi nella Biblioteca Comunale di Cagliari, dove vien detto: “Nella Chiesa della città di Decimo Manno, che si chiama S.Greca...”.

Nel 1777 fu costruita una nuova Chiesa sulla precedente. Lo Spano (op. cit.) scrive: “La chiesa attuale è moderna, rifabbricata in parte a volta sull'antica che era in tavole nel 1777... Dell'antica chiesuola poi non vi è rimasta che l'abside in fondo dell'attuale”. L'attuale chiesa, nella sua forma e nelle sue strutture principali è quella descritta dallo Spano, cioè quella del 1777.

Col passare del tempo sono state fatte delle modifiche e soprattutto degli abbellimenti. Nel 1928 costruito l'attuale campanile (nell'interno di quest'ultimo fu poi murata una lapide-ricordo) a base quadrata terminante con una guglia piramidale.

Il campanile è alto 18 metri ed è costato circa 10.000 lire. E le campane, prima appese ai 2 campaniletti a vela, sopra la facciata, furono collocate sul nuovo campanile. Quest'ultimo, costruito con pietre e mattoni, ha forma quadrata, è diviso in 3 piccoli piani, ed è sormontato da una cuspide piramidale, su cui era stata posta una croce di ferro.

Sempre nel 1928 fu demolito il campanile a vela che era situato al centro della facciata, costruito il timpano e ingrandita la finestra.

Altri lavori di pulizia e imbiancatura furono eseguiti all'interno. D. Maxia ne fa una dettagliata relazione nel “Libro Storico” a pp.44-45.

Nel 1933 fu demolita “Sa Lolla” che era davanti all'ingresso principale. La giustificazione che D. Maxia, promotore di questa demolizione, adduce è curiosa: “perchè troppo grande e toglieva la vista alla facciata, pericolante causa la sua vetustà, soggetta a continua devastazione da parte di piccoli e grandi aquiaparvi uccelli, ricovero di mendicanti, di passeggeri e di bestie tutto l'anno; luogo scelto dalle donne scostumate specialmente di Cagliari per commettere ogni sorta di turpitudini con giovani e coniugati...” (Libro Storico della Parrocchia p.83). E nello stesso anno fu aperta una porta con relativa scala per accedere alla cripta detta “Prigione di S.Greca”, dalla parte del cortile e fu chiuso l'altro accesso dall'interno della chiesa, vicino all'altar maggiore e fu curato anche l'ingrandimento del portone principale d'ingresso alla chiesa.

Dal 1928 ad oggi, al di fuori di qualche opera di ripulitura, nella chiesa non furono eseguite altre opere.

Col passar degli anni e coll'inclemenza della natura, nel 1981 la chiesa presentava diverse gravi lesioni agli archi e alle strutture portanti, per cui si rese necessario un intervento radicale per impedirne il crollo.

Con l'interessamento del Parroco Sac. Raimondo Podda, con la lodevole collaborazione della Amministrazione Comunale e della popolazione tutta, si è riusciti ad ottenere dall'Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sarda i fondi necessari per un restauro completo.

Fondazioni, tetto, pavimento, intonaci, porte, finestre, impianto elettrico, lampadari, tutto è stato rinnovato riportando la chiesa alla sua struttura antica, quella cioè del 1777, togliendo intonaci e verniciature di vario genere, specie agli archi, ai cornicioni e ai pilastri.

In modo particolare la Cupola è stata riportata alle sue strutture originali, riaprendo le tre finestre chiuse e ridando alla Lanterna (cupolino) la sua vera funzione di illuminare dall'alto.

Sarebbe lunghissimo descrivere nei minimi particolari tutti i lavori di restauro; credo che basti che ognuno faccia il paragone fra il passato e il presente per capire che è stato un lavoro faticoso e molto delicato, ma che ha dato a tutti la soddisfazione di rivedere quel gioiello di chiesa che oggi possiamo ammirare.

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