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Il corpo di Santa Greca rimase per vari secoli occulto; si sapeva del luogo della sepoltura, ma
si ignorava il punto giusto. Il ritrovamento avvenne, secondo testimonianze dell'epoca, in modo quasi
miracoloso. Nel sec.XVII viveva a Cagliari Francesco Ortolano, fratello coadiutore della Compagnia di Gesù.
Fu proprio lui che, ispirato da Dio, rivelò con una precisione sconcertante i luoghi dove riposavano
i corpi dei Martiri.
Fu in seguito a queste rivelazioni che il 6 Novembre del 1614, Mons. Francesco D'Esquivel Arcivescovo
di Cagliari, diede inizio alla ricerca dei corpi dei Martiri nella Chiesa di San Saturnino.
Tanti i corpi di Martiri vennero alla luce: Saturnino, Lucifero, Vitalia, Giusta, Giustina e molti altri.
Sparsasi la notizia di ciò che accadeva a Cagliari, l'allora Marchese di Palmas di Decimo ed il Can. Giacomo
Spiga vollero ricercare il corpo della Martire Greca.
Ottenuto il permesso dall'Arcivescovo di Cagliari, seguendo il consiglio del Ven. Ortolano, iniziarono
gli scavi. Ben presto sotto un vecchio altare fu trovata la venerata tomba con la lapide alla quale si è
accennato, con la scritta: “La Beata Martire Greca, riposa in pace, visse anni 20, mesi 2, giorni 19 -
fu deposta il 12 gennaio”.
Come si può notare in questa scritta c'è la data della sepoltura, ma manca l'anno. Ciò è dovuto all'antica
consuetudine dei primi cristiani, come si può osservare in migliaia di sepolcri delle Catacombe romane.
Ogni anno infatti si faceva la commemorazione nel giorno dell'anniversario della loro morte, quindi era
necessario con precisione il giorno; ecco perché anche nelle lastre delle tombe veniva ricordato
solo il giorno.
“Tolta con precauzione e grande ansia quella lapide ed il lastrone di pietra sottostante, apparirono
giacenti nel loculo le ossa della Martire, ricoperte di leggera polvere prodotta dalla decomposizione delle
vesti e del corpo” (D. Maxia op. cit. p.66).
Tomba e lapide, ancora perfettamente conservate possono essere ammirate nella Cappella di sinistra
della Chiesa di Santa Greca.
Redatto il verbale di tale ritrovamento (conservato nella Curia Arcivescovile di Cagliari) ad opera
del Vicario Generale Can. Antonio Martis e di P. Esquirro Provinciale dei Cappuccini di Cagliari, le ossa
furono conservate in due cassette di legno foderate di seta, una portata a Cagliari e conservata nel
Santuario sotto la Cattedrale, l'altra con processione solenne, fu portata alla Chiesa Parrocchiale di
S.Antonio Abate per essere più al sicuro da eventuali scorrerie di Vandali.
Furono deposte sotto la nicchia di S. Antonio dentro un Sarcofago costruito apposta in marmo bianco
con di fronte un bellissimo bassorilievo “rappresentante la Santa coricata sul fianco destro, con le
braccia distese e le mani incrociate, la testa dolcemente reclinata su un cuscino, ha sopra la veste il
manto fermato sul petto da un fermaglio, le chiome sciolte cinte alla fronte da una corona di rose, cadono
graziosamente sulle spalle, dando al sembiante l'espressione di un dolce sonno nella visione di Dio”.
(D. Maxia op. cit. p.69).
La scritta del bassorilievo è la stessa della lapide che sovrasta la tomba di Santa Greca.
Il 20 Maggio 1789 l'Arcivescovo di Cagliari Mons. Vittorio Filippo Melano fece una ricognizione
delle relique di Santa Greca, e avendo trovato tutto in perfetto ordine, furono risistemate nello stesso
Sarcofago.
In quella occasione le ossa di S.Greca furono tolte dal Sarcofago di marmo e collocate in un'urna
di bronzo dorato offerta dalle Ragazze di Azione Cattolica di Decimomannu e risistemate nello stesso posto
sotto la nicchia di S.Antonio nella Chiesa Parrocchiale, dove tutt'ora riposano. In due cassette di
legno pregiato fu conservata la terra, mista a piccoli frammenti di ossa, trovate nel fondo di detto
sarcofago. Queste cassette sono sistemate sotto l'urna di bronzo.
In quella occasione fu demolito il vecchio Sarcofago di marmo ed il bassorilievo deposto in fondo alla nicchia.
Nell'Agosto 1984, in occasione degli ultimi restauri della Chiesa di
S.Greca, il Parroco Sac. Raimondo Podda fece collocare accanto alla tomba di S.Greca il bassorilievo del
vecchio Sarcofago, perché tutti potessero ammirarlo.
Così dopo secoli di storia e di tradizione, il corpo di Santa Greca, venerato da migliaia di persone,
dalla sua Urna di bronzo ci parla ancora di fede, di sacrificio, di vita e di morte in attesa della
gloriosa Risurrezione.
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