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Spesso accadeva che il corpo dei Martiri veniva abbandonato insepolto dalle autorità, altre volte per
ordine di queste veniva nascosto per privarlo di una degna sepoltura da parte dei fratelli cristiani.
Sembra proprio che il corpo della Martire Greca, per ordine del Prefetto di Cagliari, sia stato trafugato
e sepolto di nascosto in luogo ignoto. Ma i cristiani, che già veneravano la loro Eroina, fecero
di tutto per trovarlo dandogli degna sepoltura nel luogo ove sorge oggi la Chiesa.
Intanto gli eventi storici della potenza di Roma precipitano: l'Imperatore Costantino, figlio di
Sant'Elena, col segno della Croce di Cristo ricamato sullo stendardo delle sue legioni, marcia contro
Massenzio, lo sconfigge al Ponte Milvio, ed entra trionfatore a Roma. Poco tempo dopo, nell'anno 313 a
Milano proclama l'Editto che restituisce la libertà alla Chiesa e ai Cristiani. La verità può essere
predicata pubblicamente; essere Cristiani non è più un delitto per l'Impero di Roma, i martiri possono
essere pubblicamente venerati. E' una gara di fede e di amore; in tutte le parti dell'Impero sorgono templi
e piccole chiese per venerare i corpi dei martiri. Sorge anche a Decimo una piccola chiesetta in onore di
Santa Greca vicino al suo corpo, onde potersi recare, in atto di venerazione, i fedeli cristiani.
Di questa prima chiesetta rimane oggi solo l'abside, dietro l'altare maggiore della Chiesa attuale.
Attorno a questa chiesetta, come risulta dai pochi documenti certi che abbiamo, venne costruito un convento
di Monache dedicato a Santa Greca. In vari documenti del sec.XIV (Martini - Pergamena d'Arborea 1846) si
parla di questo monastero che sicuramente era anteriore a questo secolo. Nel vol.XXV di
“Archivio di Storico Sardo” fasc.1-2 p.261 n.49 viene riportata questa notizia tolta dal Registro 2389
dell'Archivio di Aragona intitolato “Sardinia”: “Antonio, Arcivescovo di Cagliari, elegge Isabella,
figlia di Bernardo Rossello di Valenza, Badessa del Monastero benedettino della Chiesa di Santa Greca,
fondato anticamente in Decimo. Il Re concede privilegi al Monastero” (Barcellona 21.6.1413).
Altra notizia è quella che afferma che il 23 Luglio 1363 il nobile Johan Carros fu multato perchè
uno dei servi pastori fece pascolare il suo bestiame in un terreno di proprietà del monastero di Santa Greca
nella “Vile De Decimo”. Notizie di cronaca di quel periodo si possono trovare a Barcellona nell'Archivio
di Aragona dove è conservato tutto il carteggio che Re Ferdinando 1° d'Aragona aveva con i suoi
rappresentanti nei vari stati facenti parte del suo Regno e quindi anche della Sardegna.
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