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Il Costume di Decimomannu


Il gruppo FolKloristico “S.Greca” di Decimomannu è nato nel 1974.

L'attività di ballo sardo degli adulti si è interrotta nel 1982 e per diversi anni, fino al 1989 ha funzionato solo l'attività dei bambini.

Nel 1989, grazie all'iniziativa di alcuni veterani e alla disponibilità dell'allora Parroco Don Raimondo Podda, si è ricostituito ed è rimasto in attività fino al 1998, anno in cui ha cessato definitivamente come ballo per continuare nella forma attuale, ovvero come figuranti nelle sfilate e processioni, sia in occasione delle feste patronali sia in occasione di partecipazioni a manifestazioni fuori Decimomannu, arrivando ad annoverare mediamente una trentina di componenti, tra adulti e bambini, utilizzando in gran parte i costumi di proprietà della comunità, ma anche quelli propri che diversi componenti hanno scelto di farsi confezionare.

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Il costume femminile è composto da cinque parti fondamentali che possono avere alcune varianti di colore:

La gonna è quella classica del basso Campidano di Cagliari a righe rosse e blu in tessuto “Abbodrau”, plissate in modo da evidenziare il colore rosso e nascondere il colore blu che si intravede nel camminare;

Il grembiule è riccamente tessuto con fili dorati che formano eleganti figure di pavoni, immagine ricorrente nell'iconografia tradizionale sarda, su uno sfondo viola, incorniciato da un fine pizzo nero, mentre nel costume della vedova è completamente nero;

Il corpetto è confezionato in terziopelo con infiorescenze di colore nero e verde su sfondo rosso vinaccio, che occasionalmente viene sostituito dal gippone confezionato con lo stesso tessuto;

La camicia è confezionata in tela grezza di cotone con rifiniture in pizzo San Gallo ed è caratterizzata dalla particolare plissatura delle maniche a mo di fisarmonica evidenziando una particolare peculiarità;

Lo scialle è nero con fini ricami floreali e lunghe frange annodate con un elaborato macramè e scende sulle spalle, avvolgendo le donne e distinguendole nella loro raffinata eleganza. Solo nel costume della vedova lo scialle è completamente nero, mentre in quello delle giovani è bianco;

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Il costume degli uomini e molto semplice e si richiama alla tipologia del Cagliaritano:

Il corpetto è confezionato con velluto damascato nero per la parte anteriore e con raso nero per la parte posteriore, il davanti e rifinito con passamaneria di colore preminentemente rosso nei ragazzi e con rose dorate negli adulti;

I mutandoni bianchi sono in cotone grezzo e vengono stretti sotto il ginocchio sbuffandoli;

Il gonnelllino oggi di panno nero, originariamente era in orbace, stretto alla vita forma una sorta di ruota (Crazzonis de arroda);

Da sotto le ginocchia partono le ghette che scendono fino a coprire le le tomaie delle scarpe, rigorosamente nere;

La Berritta e anch'essa in panno nero e viene vestita arrotolandola in avanti;

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Sono stati rintracciati alcuni pezzi di costume femminile originali di Decimomannu che si accomunano ai costumi di paesi del circondario, ma che per la loro eterogeneità non si è ritenuto di adottarli all'epoca delle ricerche svolte per la ricostruzione del costume che è diventato nel 1974 rappresentativo della nostra comunità.

Si ritiene comunque di darne testimonianza con la foto a fianco dalla quale si evidenzia complessivamente un costume “povero” confrontandolo con quello “della festa” rappresentato nelle foto più sopra, composto da una camicia con pizzo molto esiguo, una gonna in cotone di colore marrone con infiorescenze più scure, un corpetto in damasco a sfondo dorato con infiorescenze rosse verdi e un grembiule scuro in pizzo.


A cura di Fabio Melis dell'ufficio attività culturali del Comune di Decimomannu
Foto di Giampiero Manca e Fabio  Melis

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