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Dai valore alla vita
MARTIRIO DI SANTA GRECA


Come morì Santa Greca?

Anche rispondere a questa domanda non è facile, dato che non esistono gli atti del suo martirio.

Ci aiuta però qualche storia di altri martiri e il sistema romano di uccidere i Cristiani, spesso sofisticato per farli soffrire tremendamente prima di togliere loro la vita, e altre volte rozzo e sbrigativo quando i Cristiani da uccidere erano molti.

Anche nel rispondere a questa domanda possiamo seguire la via di mezzo. Possiamo pensare che i Cristiani arrestati a Decimo non fossero molti e che quindi il sadismo dei Romani abbia inflitto a S.Greca altri tormenti prima della morte.

Infatti la tradizione racconta di due tormenti atroci: la fustigazione o flagellazione, forse inflitta col desiderio di ottenere dalla giovane cristiana una abiura alla sua fede, spinta dal desiderio di vivere data la giovane età.

Quando però i Cristiani restavano fermi nella loro fede si ritentava con qualche altra tortura più dolorosa della prima. La tradizione dice che la seconda tortura inflitta a S.Greca fu quella di farle sulla testa, a colpi di martello, tre grossi chiodi.

Inutile dire che si trattava di una barbarie inaudita e di un dolore veramente atroce. Doveva essere veramente grande la fede di Greca se nemmeno con questa terribile sofferenza cede: in nessun modo rinuncia alla sua fede.

Finiva sempre che ogni giudice sentendosi umiliato per tanto eroismo, specie in una ragazza così giovane, non si dava per vinto e ordinava l'esecuzione capitale per decapitazione.

Così fu per la nostra S.Greca che presunibilmente il 12 Gennaio del 304 pose il suo capo sotto la spada del carnefice. Diede così la sua giovane vita al suo Dio e Creatore con grande esempio agli altri Cristiani e umiliando ogni potenza umana, come dice la S.Scrittura: la debolezza dell'uomo diventa la forza di Dio.

Il Martirio di S.Greca è descritto da quattro pitture che sono nelle quattro lunette della cupola nella chiesa della Santa. Pitture antiche di autore ignoto. Già lo Spano (op. cit. p.8) parla di queste pitture dichiarandole “Eseguite senza criterio e senza gusto”.

Dopo gli ultimi restauri della chiesa di S.Greca anche queste pitture furono restaurate da un giovane pittore di Decimo: Piero Salis nel 1988. Quel sangue sicuramente è servito, come dice Tertulliano, scrittore dei primi secoli del Cristianesimo, come seme per un ulteriore germoglio e sviluppo del Cristianesimo nel mondo e nella nostra Sardegna.